Rete del Gemonese
Costruire una rete per attrarre turisti: il percorso degli esercenti del Gemonese
Qual era il problema?
Nel territorio di Gemona e del Gemonese era presente una ricchezza diffusa di attività, competenze e servizi, ma tale valore rimaneva frammentato. I singoli esercenti operavano con professionalità e impegno, tuttavia mancava una reale connessione tra gli attori locali. La scarsa conoscenza reciproca, l’assenza di informazioni condivise e una diffidenza latente limitavano la possibilità di costruire un’esperienza territoriale coerente e leggibile per chi arrivava. Le criticità principali non risiedevano nei singoli esercizi, bensì nello spazio intermedio tra di essi: comunicazione, coordinamento, continuità dell’accoglienza e promozione. In questo scenario il territorio, pur ricco di potenzialità, faticava a esprimersi come sistema riconoscibile e competitivo.
Qual è stata la soluzione?
Il percorso è iniziato con una fase di ascolto strutturato, progettata per far emergere percezioni, ostacoli e bisogni condivisi. Attraverso strumenti partecipativi, tra cui un sondaggio collettivo e laboratori ispirati al world café, gli esercenti hanno potuto riconoscere una criticità sistemica comune: la mancanza di connessione e di scambio informativo. A partire da questa consapevolezza sono stati introdotti dispositivi di costruzione della rete, lavorando su linguaggio condiviso, fiducia reciproca, scopi comuni e prime direzioni operative. Lo schema di comunità (community canvas) ha supportato la definizione di valori, ruoli e regole minime, mentre momenti informali e iniziative collaborative hanno reso la rete progressivamente concreta, vissuta e autonoma.
Quali vantaggi si sono visti?
Il processo ha generato benefici tangibili sul piano relazionale, organizzativo ed economico. Gli esercenti hanno iniziato a riconoscersi come parti interdipendenti di un’esperienza territoriale più ampia, trasformando la diffidenza iniziale in collaborazione operativa. La maggiore circolazione delle informazioni e il coordinamento tra attività hanno reso il territorio più leggibile, accessibile e coerente per i visitatori. Parallelamente, la nascita spontanea di iniziative condivise ha mostrato la sostenibilità concreta del lavoro in rete. L’ingresso del gruppo all’interno di una fondazione territoriale ha infine rappresentato un passaggio strutturale decisivo, consolidando la rete come soggetto collettivo orientato alla continuità e allo sviluppo nel tempo.