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Storia di una volpe: Cristiano Toffoletti

Cristiano

L’insieme di ogni particolare azione ed espressione umana determinano ciò che chiamiamo cultura

Mi chiamo Cristiano Toffoletti, vivo a Udine, ho trentuno anni e da dieci sono appassionato di antropologia culturale.  

Ad affascinarmi è l’immensa varietà di modi in cui le persone vivono, dato che ogni modalità di esistenza individuale è figlia di una storia personale. Che a sua volta è figlia di una rete di relazioni con le persone che ci circondano. Che a sua volta è figlia di un contesto sociale, politico e geografico.  

L’insieme di ogni particolare azione ed espressione umana determina ciò che chiamiamo “cultura”, all’interno della quale le identità e i comportamenti di ogni individuo vengono a loro volta costruiti, in maniera più o meno consapevole. 

Evoluzioni: dall’antropologia alla tecnologia 

Quando un mio caro amico mi parlò per la prima volta di Foxwin, questa era poco più di un’idea. Un’idea il cui potenziale, però, già risuonava forte nelle mie corde.  

Intuivo che, attraverso Foxwin, sarebbe stato possibile convogliare il potente flusso della creatività umana verso scopi e risultati utili. La missione del mio amico era chiara: una realtà in cui le persone mettessero a frutto il loro ingegno, per migliorare l’ambiente lavorativo che li vedeva impegnati per gran parte della loro vita. Si poteva già immaginare il beneficio che i dipendenti e l’organizzazione stessa ne avrebbero tratto.   

Decisi di entrare a far parte del suo progetto assieme ad altri soci. Stabilimmo fin da subito che l’organizzazione avrebbe dovuto essere il più possibile ‘piatta’ (non gerarchica), ritenendo questo come il punto di partenza per la costruzione di un ambiente di lavoro con rapporti sani fra i membri. Ci demmo quindi dei ruoli ma soprattutto trovammo dei valori condivisi alla base del percorso. E a quel punto, nacque Foxwin. 

Adattamento e fiducia nel futuro

Lavorare in Foxwin, per me, ha rappresentato una grande sfida: il mio background disciplinare di stampo antropologico, poco o per nulla si armonizzava ad un ambiente di sviluppo software, che caratterizza nel concreto il prodotto Foxwin.  

Tuttavia ero consapevole che, sebbene altamente tecnologico, Foxwin fosse comunque uno strumento al servizio delle persone per generare benessere. Richiedeva quindi anche una profonda sensibilità nel comprendere come le persone lo avrebbero utilizzato, per servire ai loro scopi o a quelli dell’organizzazione.  

Ed è proprio su questo frangente che ho costruito il mio ruolo, adattando ad esso le mie conoscenze e inventandomi le competenze necessarie. È stato un banco di prova severo, che mi ha portato a collaborare con professionisti che parlano “linguaggi” diversi dal mio e con i quali mi sono dovuto interfacciare e confrontare.  

La consapevolezza della fatica e della soddisfazione 

Ho sempre avuto la sensazione che tutta la nostra squadra avesse ben chiara l’immagine del prodotto che stava sviluppando, ma che ognuno di noi trovasse delle difficoltà nell’esprimerlo. Questa consapevolezza mi ha aiutato molto e il lungo tempo trascorso ad affinare sia concetti che codici informatici ha fatto il resto.  

Siamo riusciti ad armonizzare la nostra forma mentis e il nostro modus operandi e il risultato è Foxwin: un software che ci rende orgogliosi e che porta ‘soluzioni di futuro’ ai nostri clienti.