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Due azioni fondamentali e potenti (che abbiamo dimenticato): entrare nel flusso

Dopo aver parlato della ricerca del perché ecco la seconda azione che abbiamo dimenticato: la capacità di entrare nel flusso.

 

La capacità di entrare nel flusso

Dopo la ricerca del perché, la seconda azione che può cambiare i risultati delle nostre abitudini è scardinare la routine quotidiana.

Nel caso in cui la nostra giornata lavorativa sia scandita da attività programmate e ripetute, sarebbe curioso inserire piccole novità, che ci stimolino e che magari fanno parte già delle nostre abitudini extra-lavorative.
Se ce ne fosse la reale opportunità, quanto sarebbe interessante ‘portare al lavoro’ piccole attività di meditazione o di scrittura o anche di disegno?

Quanto sarebbe strano creare le condizioni per piccoli momenti di sfida tra colleghi, come un giochi di memoria o di osservazione che non richiedono troppo imbarazzo?

Mettendo in atto la stranezza di queste semplici azioni, potremmo anche ritrovarci a provare piacere in termini di rilassamento o di empatia o di apprendimento. E potremmo anche finire col ritrovarci nel cosiddetto flusso.

 

Quando il tempo vola

Tale condizione è stata definita dallo psicologo Mihali Chicksentmihalyi come quella ‘in cui il tempo vola’. Quando siamo immersi nel fare qualcosa che ci fa stare bene, perdiamo letteralmente la percezione del trascorrere dei minuti e delle ore. Il nostro coinvolgimento è determinato dal rapporto fra le competenze in gioco e la complessità delle attività a cui ci dedichiamo.

I momenti di flusso sono quelli in cui le idee e le intuizioni scorrono facilmente, regalando una soddisfazione intensa per quello che si sta facendo. Molti artisti, che realizzano lavori ad alto tasso creativo, ne parlano come se accadesse addirittura ‘al di fuori della loro volontà’.

 

Cinque passaggi molto utili

Per creare le condizioni che ci permettano di entrare nel flusso, esistono cinque passaggi molto utili. Non sono delle regole da seguire rigidamente, ma dei consigli frutto di esperienza pregressa.

 

  1. Fissare obiettivi chiari

Mentre sperimentiamo un’attività, cerchiamo di avere ben in mente quello che vogliamo.
Consiglio: definire subito un obiettivo preciso e un piano per raggiungerlo, aumentando la nostra motivazione.

  1. Chiedere Feedback immediati

Nel flusso proviamo quella strana sensazione che le cose stanno andando piacevolmente (oppure no) e sentiamo la spinta a continuare (oppure a cambiare).
Consiglio: indicare dei parametri che misurino le nostre performance, che ci aiuteranno a dare un giudizio più equilibrato.

  1. Sfidarsi

Alla lunga non c’è gusto, se non fissiamo anche un’asticella. La massima concentrazione e motivazione la raggiungiamo quando siamo coinvolti in quello che stiamo facendo, in un equilibrio tra la difficoltà da superare e le nostre capacità.
Consiglio: scrivere su un foglio le emozioni positive che abbiamo provato nel fare quelle attività.

  1. Staccarsi dall’esterno

Quando siamo nel flusso non esiste il mondo esterno, perché siamo concentrati su quella specifica attività. Esiste solo l’ormai famoso “qui e ora”, dove il tempo sembra fermarsi apposta per noi.
Consiglio: non preoccuparci del dopo, ma occuparci di quello che stiamo facendo.

  1. Ricercare il piacere

Durante il flusso quello che stiamo facendo è un piacere in sé. Diventa gratificante per noi stessi ed è esattamente ciò che conta in quel momento. I ruoli, il riconoscimento e le aspettative perdono improvvisamente importanza.
Consiglio: cercare di trovare una sorta di piacere personale, non necessariamente predefinibile.

 

Ecco dunque due temi che possono modificare sensibilmente il senso della nostra presenza e il valore del nostro impegno, all’interno del contesto lavorativo in cui operiamo.

La fondamentale ricerca di un perché (a livello personale e soprattutto aziendale) e la ricerca di un flusso nel tempo che trascorriamo al lavoro (inizialmente per noi stessi), possono rivelarsi azioni capaci di generare cambiamenti positivi e sorprendenti.