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Cosa sono e come funzionano le comunità di pratica?

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Le Comunità di Pratica sono i propulsori verso un mondo Teal

Articolo originale di Alia Aurami per Enlivening Edge Magazine

Mi appassiono alle Comunità di Pratica da quando ho letto la sintesi di Anna Betz della spiegazione di Meg Wheatley su cosa servono esattamente le Comunità di Pratica, per fungere da catalizzatore al fine di cambiare una società intera.

Perché la tematica delle “Comunità di Pratica’ è stata esplorata recentemente negli articoli di EE Magazine? Sono stati richiesti gli articoli su quel tema perché le Comunità di Pratica possono servire come propulsione per portare le aziende e la società nella prossima fase di essere, relazionare, e fare.

È una pretesa stravagante?

 

Come una Comunità di Pratica promuove la trasformazione?

Non tutti generi di Comunità di Pratica possono promuovere la trasformazione. La chiave sta nel genere di Comunità in cui si utilizzano modelli radicalmente nuovi, seppur ad oggi estremi di essere, collegare, condurre le organizzazioni e le aziende, o altri aspetti della vita. Praticare per diventare migliori psicologi o falegnami non è quello che aiuta a trasformare un’organizzazione o a costruire un movimento sociale per cambiare la società.

È inoltre particolarmente importante che questo tipo di Comunità di Pratica, radicalmente nuova, stia attenta ai propri processi. Dovrà essere reinventata oltre i precedenti orientamenti per far diventare una CdP fruttuosa per gli interessati.

 

 

Qual è il valore speciale di una Comunità di pratica utile a trasformare le organizzazioni?

George Pór, in collaborazione con Erik van Bekkum nel loro Capitolo del 2004, Liberating the Innovation Value of Communities of Practice (che vi consigliamo di leggere interamente) ha scritto alla pagina 8:

Nutriamo la vita coltivando i rapporti preziosi, così come impegnandoci nella creazione e nello scambio di valore economico. Le Comunità di Pratica sono la congiunzione ottimale tra quelle due dimensioni…

  1. ‘Le Comunità di Pratica sono dei gruppi di persone che condividono una passione per una cosa che sanno ben fare e interagiscono regolarmente per imparare come farla meglio.’ – Etienne Wenger

Quest’aspetto si riferisce al fatto che le comunità di pratica sono associazioni libere di persone che decidono di migliorare insieme i loro mestieri. Facendo così, si sviluppano delle nuove capacità produttive, sia individuali che collettive, che sono le fonti del valore aggiunto in economie basate sulla conoscenza.

  1. Un gruppo di persone autonome la cui prassi è allineata con imperativi strategici e che accetta la sfida di creare valore per gli azionisti generando conoscenza e aumentando capacità – Hubert Saint-Onge

Questa definizione sottolinea un aspetto ugualmente importante delle CdP in un contesto professionale, il suo allineamento con gli obiettivi strategici dell’organizzazione di cui fanno parte. Nel caso migliore una Cdp è caratterizzata da entrambe le definizioni, la prima che accentua la comunità e la passione, e la seconda che si focalizza sul valore per gli azionisti e sulla responsabilità… Basandoci sulla definizione di Wenger e Saint-Onge, suggeriamo che:

Le Comunità di Pratica sono gruppi che si auto-organizzano e si autogovernano, i quali membri condividono una passione per l’ambito comune che fanno e si sforzano di migliorarsi professionalmente. Creano valore per i loro membri e i loro azionisti attraverso lo sviluppo e la condivisione di nuova conoscenza e delle capacità produttive, e la promozione dell’innovazione.

 

 

uomo che guarda un foglio

Qual è il valore speciale delle Comunità di Pratica per accelerare un cambio in una società intera?

Citando l’articolo di Anna:

“Qual è il movimento sociale, in considerazione delle tre fasi di Meg Wheatley [del cambiamento di una società intera]? Non esiste un’unica definizione di un movimento sociale. Mario Diani sostiene che quasi tutte le definizioni condividano tre criteri: “una rete di interazioni tra un collettivo di individui, gruppi e/o organizzazioni, coinvolti in un conflitto politico o culturale, sulla base di un’identità collettiva condivisa”.’ https://en.wikipedia.org/wiki/Social_movement

Anna continua: “La struttura di un movimento sociale emerge dall’interno delle reti, dal gioco tra tutte le parti tramite le conversazioni e le interazioni significative. I movimenti sociali possono essere semplicemente dei movimenti di protesta, come Black Lives Matter, o possono auto-organizzarsi in comunità di pratica (sotto un’altra accezione), che possono, nel tempo, maturare in sistemi di influenza…

“A meno che un movimento sociale come rete non si sviluppi in comunità di pratica, non può diventare un sistema di influenza. Le comunità di pratica sono di vitale importanza perché tramite loro la gente accresce le capacità necessarie e le strutture che permettono a un nuovo sistema di emergere – non come un movimento sociale rilevando le istituzioni con la forza, piuttosto crescendo in un Sistema di Influenza e in tal modo diventando mainstream, facendo diventare obsolete le altre strutture.”

Quindi si tratta del cambio radicale potenziato da “comunità coraggiose”. Questo è il contesto della sequenza di influenze e comunità trasformative.

Nel suo articolo Anna Betz descrive così la sequenza:

Una volta ho sentito Meg dire: ‘Non si tratta della massa critica ma delle connessioni critiche’.
Seduta tra il pubblico, mi sentivo come colpita da un fulmine. Quest’intuizione indispensabile è rimasta con me da allora.
Nel suo saggio sul Ciclo di vita dell’Emersione Meg descrive alcune delle condizioni di abilitazione per intrecciare gruppi e progetti esistenti.
Descrive l’Emersione come il modo in cui la vita crea il cambio radicale e scala le cose:

 

Comunità di Pratica - alleanze

Prima fase: alleanze

Meg sostiene che ‘la prima fase del ciclo di vita dell’Emersione sia fatta di coalizioni, alleanze, e rete. La gente entra ed esce secondo il vantaggio personale derivante dalla partecipazione.’

Comunità di Pratica

Seconda fase: Comunità di Pratica

‘La seconda fase dell’Emersione è lo sviluppo delle comunità di pratica (CdP). Tantissime comunità individuali più piccole possono scaturire da una rete forte. Le CdP sono anche auto-organizzate. Le persone condividono un ambito comune della vita o del lavoro e si rendono conto del vantaggio di avere rapporti comuni. Sono comunità, cioè le persone si impegnano ad aiutare l’una l’altra. Partecipano non solo per soddisfare le proprie esigenze ma per soddisfare le esigenze degli altri.

In una comunità di pratica, la focalizzazione si estende oltre le esigenze del gruppo. C’è un impegno internazionale nel progresso del settore e nella condivisione di queste scoperte con un pubblico più ampio. Rendono disponibili a tutti le loro risorse e la loro conoscenza, particolarmente a coloro coinvolti nel lavoro associato.

La velocità dell’apprendimento e della crescita delle persone in una comunità di pratica è notevole. Buone idee si trasmettono tra i membri in maniera rapida. Conoscenze e pratiche nuove si implementano presto. La velocità dello sviluppo e scambio di conoscenza è fondamentale perché le regioni locali ed il mondo hanno bisogno di questa conoscenza e questa sapienza ora.’

Sebbene Anna non l’abbia identificato, aggiungerei qui un’altra frase intermediaria chiamata ecosistemi autoconsapevoli. Reti, organizzazioni, comunità di pratica, comunità di apprendimento, iniziative, progetti, gruppi, coalizioni, ed alleanze si rendono conto di formare un ecosistema sociale di gruppi che esprimono radicalmente dei nuovi modi di essere, fare, e relazionarsi. Quando componenti di quel genere si accorgono l’uno dell’altro, magari attraverso la comunicazione comune tramite EE Magazine, la sinergia basata sulla connessione derivante dalla loro maggiore intelligenza collettiva, dall’empowerment combinato, e dall’uso più efficiente delle risorse, è una spinta per la loro efficacia nel diventare “sistemi di influenza” su scala sempre più ampia.

Per continuare dall’articolo di Anna:

Comunità di Pratica

Terza fase: Sistemi di influenza

‘La terza fase dell’Emersione non si può mai predire. Si tratta dell’apparizione subìta di un sistema di vero e proprio potere e influenza. Si accettano come standard le pratiche sviluppate da comunità coraggiose.

La gente non esita più a adottare questi approcci e metodi e li imparano facilmente. Dibattiti su azione e finanziamento includono ora le prospettive e le esperienze di questi pionieri. Si trasformano in leader del settore e vengono riconosciuti per la loro saggezza della loro questione particolare. E i critici che dicevano che non sarebbe mai stato possibile diventano subito i principali sostenitori (spesso sostenendo di averlo saputo dall’inizio.)

Durante il processo per diventare un sistema di influenza, serve una forza valida capace di causare il cambiamento necessario nell’assistenza sanitaria e sociale; i vari gruppi, progetti, e le organizzazioni hanno bisogno l’un l’altro per sviluppare il loro senso collettivo di come potrebbe essere la nuova realtà di assistenza e cura.’

 

 

 

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Cosa puoi fare per effettuare un cambiamento aziendale e sociale tramite una Comunità di Pratica?

  1. Diversi spunti su quest’argomento li puoi. trovare negli articoli di EE Magazine 
  2. Leggi tutto quello che ti può insegnare qualcosa.
  3. Trova individui affini e cominciate qualcosa insieme. Semplicemente comincia.
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